Gruppo SGR sostiene la Fondazione ISAL

8marzo-fondazione-isal

Oggi, in tutto il mondo, si celebra l’8 marzo. Da quando è nata questa festa molti passi importanti sono stati compiuti per migliorare la condizione femminile.

Come donna e come Presidente di Gruppo SGR, ho pensato di portare anche il mio contributo. L’ho fatto cercando di “dare voce alle donne che soffrono”, per usare le parole del dott. William Raffaeli, nostro conterraneo, che nel 1993 ha dato vita alla Fondazione ISAL con l’obiettivo di aiutare le persone che soffrono di dolore cronico e favorire la nascita e la divulgazione di una cultura specialistica nella cura del dolore.

Gruppo SGR ha scelto di supportare con 10.000 euro l’operato del dott. Raffaeli, istituendo una borsa di studio che consentirà a una ricercatrice ISAL, la biologa molecolare Valentina Malafoglia, di proseguire il suo lavoro nella ricerca contro il dolore acuto e cronico causato dalla fibromialgia, una malattia di cui ancora si conosce troppo poco, e che colpisce prevalentemente il mondo femminile.

Tonino Guerra diceva che “il dolore è come una farfalla nera che riprende colore con la bontà”. Sono parole che fanno riflettere e con le quali mi trovo molto d’accordo.

Buon 8 Marzo a tutte!

 

Micaela Dionigi
Presidente
Gruppo SGR

Festa della donna: il Gruppo SGR sostiene team femminile di ricerca sulla fibromialgia.

Un 8 marzo all’insegna della valorizzazione del lavoro delle donne. Il Gruppo Società Gas Rimini ha deciso di sostenere con una borsa di studio di 10.000 euro la ricerca medico – scientifica condotta dalla Fondazione ISAL (Istituto di Formazione e Ricerca in Scienze Algologiche), da 25 anni impegnata nella ricerca sul dolore. In particolare, la ricerca sulla fibromialgia è condotta da un team tutto femminile. “Lo sforzo della ricerca scientifica sulla fibromialgia va sostenuto concretamente – commenta Micaela Dionigi, Presidente Gruppo SGR – e abbiamo deciso di annunciarlo nella giornata che mette al centro la donna, anche perché la malattia colpisce in netta prevalenza proprio la popolazione femminile. Molti dati scientifici suggeriscono che le principali condizioni responsabili di dolore cronico sono più frequenti nella donna rispetto all’uomo. La fibromialgia è sei volte più frequente fra le donne, ma altri dolori cronici lo sono. La Fondazione ISAL è impegnata su questo fronte, anche in connessione con riferimenti internazionali. Aggiungiamo un caloroso in bocca al lupo alle ricercatrici coinvolte in questo importante progetto”.

“Siamo lieti che nuove energie sostengano i nostri sforzi di ricerca – osserva il dott. William Raffaeli, fondatore ISAL – Ringraziamo il Gruppo SGR per aver creduto nel nostro progetto e aver deciso di collaborare per tendere insieme al miglioramento della vita di tante donne”. Il sostegno vuol quindi contribuire all’avanzamento degli studi medico-scientifici sulla fibromialgia, emblema del dolore al femminile poichè il 90% delle persone che ne sono affette sono donne. Sono quasi 2,5 milioni le donne colpite ogni anno in Italia da questa sindrome, con il 7% di incidenza maggiore nella fascia d’età 35-45 anni. Nel territorio romagnolo si stima che il numero delle donne afflitte da questo dolore vada ben oltre le 10.000 unità.

La fibromialgia si presenta come stato di “dolore cronico”, quindi la percezione al risveglio di dolore profondo snervante su gran parte dei tessuti del corpo, cui si aggiungono altri disturbi che stabilizzano la quotidianità della persona. Vera problematica della fibromialgia risiede nel fatto che la sintomatologia non sembra essere giustificata in modo oggettivo da alcun tipo di alterazione a livello organico. Il vivere nella sofferenza della persona resta così spesso invisibile, cioè non facilmente documentabile da accertamenti ed esami medici, rimanendo certificata solamente dal racconto di anni di dolori d che ne sono colpite. E’ costituito da sei ragazze il team di ricerca della Fondazione ISAL, che dal 2017 in diverse sedi nazionali e internazionali è dedito allo studio e all’analisi di biomarker presenti nella fibromialgia. Attualmente il gruppo sta cercando di individuare come, e se, in tale sindrome siano coinvolte disfunzioni molecolari sul sistema dei recettori linfocitari degli oppiacei, responsabili nella trasmissione e successiva percezione del dolore. Obiettivo della ricerca è arrivare a definire un kit diagnostico certo e preciso, per garantire chiarezza e trasparenza.